una gara a inseguimento (italian)
Da quando aveva lasciato Pittsburgh, William Campbell faceva una gara a inseguimento con una compagnia di varietà. In una gara a inseguimento, nel ciclismo, i corridori partono a intervalli regolari e s’inseguono a vicenda. Vanno fortissimo perché la gara si disputa generalmente su percorsi brevi, e se rallentano l’andatura il corridore che ha mantenuto la sua riuscirà a colmare l’intervallo che li separava alla partenza. Appena viene raggiunto e sorpassato, il corridore esce dalla gara e deve scendere dalla bicicletta e lasciare la pista. Se nessun corridore viene raggiunto, il vincitore è quello che ha coperto la distanza più lunga. Nella maggior parte delle gare a inseguimento, se ci sono due corridori, uno di essi viene raggiunto in meno di dieci chilometri. La compagnia di varietà raggiunse William Campbell a Kansas City.
William Campbell aveva sperato di mantenere un leggero vantaggio sulla compagnia fino alla costa del Pacifico. Finché aveva preceduto la compagnia come organizzatore generale era stato pagato. Quando la compagnia lo raggiunse, era a letto. Era a letto quando il capocomico entrò nella sua stanza, e dopo che il capocomico fu uscito decise che poteva benissimo restarci. Faceva molto freddo, a Kansas City, e William Campbell non aveva nessuna fretta di uscire. Kansas City non gli piaceva. Ficcò una mano sotto il letto per prendere una bottiglia e bevve un sorso. Così lo stomaco gli fece meno male. Il signor Turner, il capocomico, aveva rifiutato di bere.
Il colloquio di William Campbell col signor Turner era stato un po’ strano. Il signor Turner aveva bussato alla porta. Campbell aveva detto: «Avanti!». Quando il signor Turner entrò nella stanza vide degli indumenti su una sedia, una valigia aperta, la bottiglia su una sedia accanto al letto, e qualcuno disteso sul letto completamente coperto dalle lenzuola.
«Signor Campbell» disse il signor Turner.
«Lei non può licenziarmi» disse William Campbell da sotto le coperte. Si stava bene, sotto le coperte, erano calde, bianche e accoglienti. «Non può licenziarmi perché sono sceso dalla bicicletta».
«Lei è ubriaco» disse il signor Turner.
«Oh, sì» disse William Campbell, parlando con la bocca contro il lenzuolo e sentendone la trama sulle labbra.
«Lei è uno stupido» disse il signor Turner. Spense la luce elettrica. La luce elettrica era rimasta accesa per tutta la notte. Erano già le dieci del mattino. «Lei è uno stupido ubriacone. Quando è arrivato in questa città?»
«Sono arrivato in questa città ieri sera» disse William Campbell, con la bocca contro il lenzuolo. Aveva scoperto che gli piaceva parlare attraverso un lenzuolo. «Ha mai parlato attraverso un lenzuolo?»
«Non cerchi di fare lo spiritoso. Lei non è spiritoso.»
«Non faccio lo spiritoso. Sto solo parlando attraverso un lenzuolo.»
«Va bene, sta parlando attraverso un lenzuolo.»
«Ora lei può andare, signor Turner» disse Campbell. «Non lavoro più con lei.»
«Questo lo sa comunque.»
«So un mucchio di cose, io» disse William Campbell. Abbassò il lenzuolo e guardò il signor Turner. «So tante di quelle cose da poterla benissimo guardare in faccia. Vuol sentire quello che so?»
«No.»
«Bene» disse William Campbell. «Perché non so un bel niente, in realtà. Dicevo per dire.» Tornò a tirarsi il lenzuolo sulla faccia. «Mi piace molto stare sotto un lenzuolo» disse. Il signor Turner era in piedi accanto al letto. Era un uomo di mezza età con lo stomaco sporgente e la testa pelata e aveva molte cose da fare. «Lei dovrebbe fermarsi qui, Billy, e curarsi» disse. «Sistemo tutto io, se vuole farlo.»
«Non voglio curarmi» disse William Campbell. «Non ho nessuna voglia di curarmi. Sono assolutamente felice. Per tutta la vita sono stato assolutamente felice.»
«Da quanto tempo si trova in questo stato?»
«Che domanda!» William Campbell inspirava e espirava attraverso il lenzuolo.
«Da quanto tempo è sbronzo, Billy?»
«Non ho fatto il mio lavoro?»
«Certo. Solo voglio sapere da quanto tempo è sbronzo, Billy.»
«Non so. Ma è tornato il mio lupo» disse Campbell toccando il lenzuolo con la lingua. «Ce l’ho da una settimana.»
«Come no.»
«Oh, sì. Il mio caro lupo. Ogni volta che bevo un bicchierino lui esce dalla stanza. Non sopporta l’alcol. Poverino.» Tracciava con la lingua dei cerchi sul lenzuolo. «È un bel lupo. È com’è sempre stato.» William Campbell chiuse gli occhi e trasse un profondo respiro.
«Lei deve curarsi, Billy» disse il signor Turner. «La Keeley non dovrebbe dispiacerle. Non è male.»
«La Keeley» disse William Campbell. «È poco lontano da Londra.» Chiuse gli occhi e li aprì, muovendo le ciglia contro il lenzuolo. «Come mi piacciono le lenzuola» disse. Guardò il signor Turner.
«Senta, lei mi crede ubriaco.»
«Lei è ubriaco.»
«No, non è vero.»
«Lei è ubriaco e ha il delirium tremens.»
«No.» William Campbell si teneva il lenzuolo intorno alla testa. «Caro lenzuolo» disse. Gli alitò contro, piano piano. «Lenzuolo bello. Tu mi ami, no, lenzuolo? È tutto compreso nel prezzo della camera. Proprio come in Giappone. No» disse. «Senta, Billy, caro Billy Sdrucciolo, ho una sorpresa per lei. Non sono ubriaco. Sono drogato fino agli occhi.»
«No» disse il signor Turner.
«Dia un’occhiata.» William Campbell, sotto il lenzuolo, si rimboccò la manica destra della giacca del pigiama, poi spinse fuori l’avambraccio destro. «Guardi qui.» Sull’avambraccio, da appena sopra il polso fino al gomito, c’erano tanti cerchietti violacei intorno ai segni blu di piccole punture. I cerchi si toccavano, quasi. «Ecco i nuovi sviluppi» disse William Campbell. «Adesso bevo un po’, una volta ogni tanto, solo per cacciare il lupo fuori dalla stanza.»
«C’è una cura per questo» disse “Billy Sdrucciolo” Turner.
«No» disse William Campbell. «Non ci sono cure per niente e per nessuno.»
«Lei non può lasciarsi andare così, Billy» disse Turner. Si sedette sul letto.
«Attento al mio lenzuolo» disse William Campbell.
«Non può lasciarsi andare così alla sua età e riempirsi di quella robaccia solo perché si è messo in un pasticcio.»
«C’è una legge che lo vieta. Se è questo che vuol dire.»
«No, voglio dire che lei deve combattere fino in fondo.»
Billy Campbell carezzò il lenzuolo con le labbra e con la lingua. «Lenzuolo caro» disse. «Posso baciare questo lenzuolo e vederci attraverso al tempo stesso.»
«La smetta con quel lenzuolo. Lei non può rendersi schiavo di quella robaccia, Billy.»
William Campbell chiuse gli occhi. Cominciava a provare un leggero senso di nausea. Sapeva che sarebbe cresciuta regolarmente, senza il sollievo del vomito, finché non si fosse fatto qualcosa per fermarla. Fu a questo punto che William Campbell offrì da bere al signor Turner. Il signor Turner declinò l’offerta. William Campbell bevve un sorso dalla bottiglia. Era una misura temporanea. Il signor Turner lo guardava. Il signor Turner era stato in quella stanza assai più di quanto avrebbe dovuto, perché aveva molte cose da fare; pur vivendo tutto il giorno con persone dedite alla droga, aveva orrore degli stupefacenti, e voleva un gran bene a William Campbell; non aveva alcun desiderio di lasciarlo. Era molto addolorato per lui e pensava che una cura potesse servire. Sapeva che a Kansas City c’erano dei buoni medici. Ma doveva andare. Si alzò in piedi.
«Senta, Billy» disse William Campbell «voglio dirle una cosa. La chiamano Billy Sdrucciolo. Questo, perché lei riesce a sdrucciolare. A me mi chiamano Billy, Billy e basta. Perché non sono mai riuscito a sdrucciolare. Non ci riesco, Billy. Non riesco a sdrucciolare. M’incaglio. Ogni volta che ci provo, m’incaglio.» Chiuse gli occhi. «Non riesco a sdrucciolare, Billy. È terribile, quando non ci riesci.»
«Sì» disse Billy Turner, detto Sdrucciolo.
«Sì cosa?» William Campbell lo guardò.
«Quello che diceva lei.»
«No» disse William Campbell. «Io non ho detto niente. Dev’essere un errore.»
«Stava parlando di sdrucciolare.»
«No. Non posso aver parlato di sdrucciolare. Ma senta, Billy, e le dirò un segreto. Stia attaccato alle lenzuola, Billy. Giri al largo dalle donne e dai cavalli e… e…» s’interruppe «… dalle aquile, Billy. Se lei ama i cavalli avrà merda di cavallo, e se lei ama le aquile avrà merda d’aquila.» S’interruppe e mise la testa sotto il lenzuolo.
«Devo andare» disse Billy Turner, detto Sdrucciolo.
«Se ama le donne si beccherà lo scolo» disse William Campbell. «Se ama i cavalli…»
«Sì, l’ha detto.»
«Detto cosa?»
«Dei cavalli e delle aquile.»
«Oh, sì. E se ama le lenzuola…» Soffiò sul lenzuolo e vi strofinò il naso contro. «Con le lenzuola non so cosa succede» disse. «Ho appena cominciato ad amarlo, questo lenzuolo.»
«Devo andare» disse il signor Turner. «Ho un mucchio di cose da fare.»
«Bene» disse William Campbell. «Tutti devono andare.»
«Meglio che vada.»
«Allora vada.»
«Lei sta bene, Billy?»
«Non sono mai stato così felice in vita mia.»
«E si sente bene?»
«Benone. Vada pure. Starò a letto ancora un po’. Mi alzerò verso mezzogiorno.»
Ma quando, a mezzogiorno, il signor Turner rientrò nella sua camera, William Campbell dormiva, e siccome il signor Turner era un uomo che sapeva quali erano le cose più preziose nella vita, non lo svegliò.