Stories 93 / Random

Stories by ernest hemingway

il rivoluzionario (italian)

Save as PDF
Nel 1919 girava l’Italia in treno, con un pezzo di tela cerata della direzione del partito scritto in inchiostro indelebile che diceva che era un compagno che aveva molto sofferto a Budapest sotto i Bianchi e chiedeva ai compagni di aiutarlo in tutti i modi. Usava quello al posto del biglietto. Era timidissimo e molto giovane e i ferrovieri se lo passavano da una squadra all’altra. Era in bolletta, e loro gli davano da mangiare dietro il banco nei buffet delle stazioni.
Era entusiasta dell’Italia. Era un bellissimo paese, diceva. Gli italiani erano tutti gentili. Era stato in molte città, aveva camminato molto, e visto molti dipinti. Di Giotto, Masaccio e Piero della Francesca aveva comprato delle riproduzioni e le teneva avvolte in una copia dell’”Avanti!”. Mantegna non gli piaceva.
Si presentò a Bologna, e io lo portai con me in Romagna dove doveva andare a trovare un tale. Insieme facemmo un bel viaggio. Era l’inizio di settembre e il paesaggio era gradevole. Lui era magiaro, un ragazzo molto timido e perbene. Gli uomini di Horthy gli avevano fatto delle brutte cose. Ne parlò un po’. Nonostante l’Ungheria, aveva un’incrollabile fiducia nella rivoluzione mondiale.
«Ma in Italia il movimento come va?» chiese.
«Malissimo» dissi.
«Ma andrà meglio» disse lui. «Avete tutto, qui. È l’unico paese di cui tutti si sentono sicuri. Sarà il punto di partenza di ogni cosa.»
Non dissi nulla.
A Bologna ci salutò e prese il treno per Milano, per poi raggiungere Aosta e passare a piedi in Svizzera. Gli parlai dei Mantegna che c’erano a Milano. «No» disse, molto timidamente, Mantegna non gli piaceva. Gli scrissi il nome di una trattoria dove poteva mangiare a Milano e gli indirizzi di alcuni compagni. Mi ringraziò moltissimo, ma la sua mente stava già rimuginando sul modo migliore di passare il confine. Ci teneva a valicare il passo prima che il tempo si guastasse. Amava la montagna in autunno. L’ultima volta che ebbi sue notizie gli svizzeri lo tenevano in prigione vicino a Sion.