guerre e cuccioli d’uomo (italian)
“Non guardare questi cartoni animati dove sparano, dove ci sono le esplosioni, dai!”
“Ma a me piacciono, babbo.”
“Sì, lo so, ma sono cose brutte, siamo tutti fratelli, è una guerra fratricida.”
“Ah.”
Silenzio.
Dalla tv continuano gli spari.
Spari ed esplosioni da cartone animato, coi colori e suoni da cartone animato, ma pur sempre spari.
“Babbo: che vuol dire ‘frati… fra… cida’?”
“Mh, difficile da spiegare, sai? Una cosa brutta, comunque. Brutta come gli spari che stai guardando.”
Ma poi, scusa, se mi sparassero, se sparassero al babbo e morissi, cosa faresti tu?”
“Be’, io piangerei…”
“Poi, però se sparano a me sono contento, perché cosi ti rivedo!”
Prendo tempo per deglutire, passati i cinquant’anni basta un nonnulla a commuovermi.
“Appunto, vedi? È una cosa brutta, la guerra è una cosa brutta.”
“Guarda piuttosto,i cartoni con i gatti colorati, gli unicorni, gli aironi.”
“La sopraffazione, anche nei cartoni animati o fumetti, è una cosa brutta.”
“Ah, capito.”
“Bravo.”
“Ehm, babbo? Cosa vuol dire ‘soprazione… sozione…’”
Oggi sarà una giornata lunghissima.