Stories 93 / Random

Stories by lafcadio hearn

jyū-roku-zakura (italian)

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A Wakegori, un distretto della provincia di Iyo, c’è un ciliegio molto antico e famoso, chiamato Jyū-roku-zakura, o “Ciliegio del sedicesimo giorno”, perché fiorisce ogni anno nel sedicesimo giorno del primo mese (secondo il vecchio calendario lunare), e solo per quel giorno. La sua fioritura coincide dunque con i giorni del Grande Freddo, mentre per i ciliegi è consuetudine aspettare la primavera prima di azzardarsi a fiorire. Il Jyū-roku-zakura, però, fiorisce grazie a una forza vitale che non è la sua – almeno, non originariamente. In quell’albero, infatti, c’è lo spirito di un uomo.
Si trattava di un samurai di Iyo, e l’albero cresceva nel suo giardino, fiorendo nel suo periodo naturale – sarebbe a dire intorno alla fine di marzo o l’inizio di aprile. L’uomo aveva giocato sotto al ciliegio, da bambino, e i suoi genitori, i nonni e gli antenati avevano appeso alle sue fronde in fiore, stagione dopo stagione per più di cent’anni, nastri di carta colorata con su scritte poesie religiose. Alla fine, anche il samurai era invecchiato, sopravvivendo a tutti i suoi figli, e al mondo non gli era rimasto altro da amare a eccezione di quell’albero. E infine, ecco! Nell’estate di un certo anno, l’albero appassì e morì!
L’uomo pianse calde lacrime per il suo albero. Dei vicini gentili gli trovarono allora un ciliegio giovane e bello, e glielo piantarono nel giardino, sperando così di confortarlo. E lui li ringraziò, e finse di esserne felice. In verità, però, il suo cuore era colmo di pena, perché aveva amato quel vecchio albero a tal punto che nulla avrebbe mai potuto consolarlo.
Infine, trovò un barlume di speranza; gli venne in mente un modo per salvare, forse, l’albero morente (era il sedicesimo giorno del primo mese dell’anno). Andò da solo in giardino, si chinò sotto l’albero appassito, e gli parlò dicendo: «Degnati, per pietà, di fiorire un’ultima volta, poiché morirò io al posto tuo!». (Si ritiene infatti che sia davvero possibile, tramite il favore degli dèi, cedere la propria vita a un’altra persona, o anche a una creatura o un albero: l’atto di trasferire la propria forza vitale in questo modo si esprime con il termine migawari ni tatsu, “agire da sostituto”.) L’uomo stese così sotto l’albero un panno bianco, e vari altri teli: poi vi si sedette sopra ed eseguì l’harakiri secondo l’usanza dei samurai. E il suo spirito entrò nell’albero, e lo fece fiorire immediatamente.
E da quel giorno il ciliegio fiorisce ogni anno nel sedicesimo giorno del primo mese, nella stagione della neve.