Stories 93 / Random

Stories by lafcadio hearn

il ragno-goblin (italian)

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In testi antichi si dice che un tempo ci fossero parecchi ragni-goblin in Giappone.
Alcuni affermano che ve ne siano ancora. Durante il giorno sono identici a dei comuni ragni; in tarda notte, però, quando tutti dormono e non si sente alcun suono, diventano molto, molto grandi e fanno cose spregevoli. Si ritiene inoltre che i ragni-goblin abbiano un potere magico, quello di assumere forma umana per ingannare la gente. E c’è una famosa storia giapponese che parla proprio di un ragno di questo genere.
Un tempo, in un luogo remoto del Paese, sorgeva un tempio infestato. Nessuno poteva più viverci perché i goblin avevano preso possesso dell’intero edificio. Molti samurai coraggiosi si erano già recati lì, uno alla volta, allo scopo di uccidere i goblin; ma, una volta entrati nel tempio, di loro si era persa ogni traccia.
Un giorno, un uomo famoso per la sua audacia e la sua accortezza si recò in quel luogo per montare di guardia durante la notte. Così disse ai suoi accompagnatori: «Se domattina sarò ancora vivo, batterò un colpo sui tamburi del tempio». Dopodiché lo lasciarono solo, per vegliare alla luce di un’unica lanterna.
Giunta la notte, il samurai si accovacciò sotto l’altare, su cui era poggiata un’icona impolverata del Buddha. Non vide nulla di strano e non sentì nessun suono fino alla mezzanotte. A quel punto comparve un goblin, che aveva solo metà del corpo e un singolo occhio, e disse: «Hitokusai! [“Sento odore di uomo!”]». Il samurai però non si mosse e il goblin andò via.
Dopodiché arrivo un prete e cominciò a suonare lo shamisen in maniera così celestiale che, il samurai ne era sicuro, non poteva trattarsi di un essere umano. Così gli si avventò contro, la spada sguainata. L’uomo, guardandolo, scoppiò a ridere e disse: «Ma come, pensavi che io fossi un goblin? Oh, no! Io sono solo il prete di questo tempio, e devo suonare per tenere lontani i goblin. Non ti sembra che suoni bene, questo shamisen? Prego, provalo anche tu».
E così dicendo porse lo strumento al samurai, che lo afferrò con molta cautela con la mano sinistra. In quello stesso istante, lo shamisen si trasformò in una mostruosa ragnatela, e il prete in un ragno-goblin. Il guerriero si ritrovò la mano sinistra completamente intrappolata. Cominciò a dimenarsi con violenza e riuscì a colpire il ragno con la spada, ferendolo; ben presto, però, finì avviluppato nella ragnatela, al punto da non riuscire più a muoversi.
Il ragno ferito, a ogni modo, strisciò via, e infine sorse il sole. Di lì a poco arrivarono gli accompagnatori e, trovato il samurai in quell’orribile groviglio, lo liberarono. Notarono una scia di sangue sul pavimento, e seguendola raggiunsero l’esterno del tempio, fino a un buco scavato nel giardino incolto. Dall’interno si udivano terribili lamenti. Gli uomini vi trovarono il goblin ferito, e lo uccisero.