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Stories by fritz leiber

il koami dell'uomo bianco (italian)

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Avvertiti dalle loro vedette, per la maggior parte indiani Seminoie, i Bianchi Rustici della Riserva Okefinokee uscirono così precipitosamente dalle loro tane e dai loro buchi umidi che gli alligatori e i mocassini acquatici si affrettarono a tornare nei loro. Ai rettili non è mai piaciuta l'eccessiva animazione.
Lanciando rauche urla di gioia i bianchi emaciati e i loro compagni di riserva indiani si accalcarono affannosamente per arraffare le piccole confezioni trasparenti di cereali, trippa e liquore, destinate in origine ai negri poveri dei monti Appalachi e ora miracolosamente dirottate e fatte piovere come manna dal cielo gonfio del Sud.
Assieme a tutto quel bendidio per bifolchi un debole grido, ossessionante come il volo del fenicottero, discese echeggiando in quei tristi paradisi torridi: - Omaggio del Koami dell'Uomo Bianco!
I Bianchi Rustici interruppero per un attimo la loro raccolta frenetica per lanciare un'acuta ovazione corale.
Quella non era la prima bravata del misterioso fuorilegge, che fino ad allora non aveva dato indicazioni sulla propria identità oltre al solito grido proveniente dal cielo. Ormai quasi tutti attribuivano a lui le scritte Viva i Bianchi che il mese precedente avevano cominciato ad apparire in luoghi incredibilmente pericolosi; come la facciata della Casa Nera, a Memphis. Poi, una settimana prima, una squadraccia di negri di Luxor partiti baldanzosamente per una rapida incursione punitiva nella Riserva dei Bayou era stata sepolta assieme ai loro mezzi anfibi da un'abbondante pioggia di fango di Yazoo "gentilmente messo a disposizione dal Koami dell'Uomo Bianco"!. Molti intellettuali e uomini in vista di colore avevano segretamente approvato lo scherzetto, dal momento che molestare e terrorizzare i bianchi indifesi cominciava ad essere considerato poco civile. Inoltre, solamente il giorno prima, la concubina bianca diciassettenne del Califfo di Harlem era stata prelevata dal Koami e trasportata alla sua tribù, nella Riserva delle Grandi Pianure Spoglie. I Negri reazionari e moralisti, che detestavano il Califfo per il suo disprezzo delle severe leggi contro la promiscuità razziale, avevano apertamente acclamato l'accaduto. In effetti, la ragazza bianca rapita e trasportata dal vento era l'unica completamente scontenta di tutta la faccenda. Tuttavia, era impensabile che un negro arrivasse ad approvare quella pioggia di provviste, che non solo gravava sull'economia nazionale ma, aiutando i più deboli, violava le leggi ancor più severe sull'interferenza con il principio divino della sopravvivenza del più forte.
I sovrintendenti negri di Okefinokee fecero surriscaldare con i loro messaggi furiosi e spaventati le linee di comunicazione con Memphis, Il Cairo, Tebe, Luxor (un tempo Vicksburg e Natchez) e con tutte le altre grandi città del governo del Nilo Americano.
Nel giro di dieci secondi erano decollati due squadroni di Angeli Neri, di stanza a Karnak, e un terzo stava scendendo con alti sibili attraverso la stratosfera.
Nel suo palazzo al Quartier Generale di Memphis, Sua Serena Negritudine si accorse dello scompiglio e ordinò che alcuni campioni delle confezioni di cibo venissero recuperati e portati subito da lei. Tuttavia, non distolse neppure una iota nera della sua importantissima concentrazione dalla grande guerra in corso tra l'America Settentrionale e l'Africa per "rendere il Mondo sicuro per la supremazia nera", e stabilire quali negri fossero veramente superiori.
Dopo altri dieci secondi tutti e tre gli squadroni di Angeli Neri cambiarono rotta verso ovest con tanta rapidità quanto la velocità già elevata poteva permettere, e immediatamente dopo innestarono il moltiplicatore di velocità.
Era arrivata la notizia di un'altra pioggia di provviste dirottate misteriosamente… questa volta sulla Riserva nella Valle della Morte, fra i Bianchi dalla Barba e con le Perline di Vetro.
E, ancora una volta, si era sentito nel cielo quello strano grido: "Omaggio del Koami dell'Uomo Bianco"!
Assieme alle confezioni di frutta, di verdura precotta e di risotto allo zafferano cadevano anche, imballate in contenitori di plastica, ruote di preghiera tibetane fatte passare chissà come attraverso la Cortina del Nirvana.
I discendenti affamati degli antichi hippie, dei beat, dei cultisti e dei pezzi grossi di Hollywood erano usciti dalle bocche roventi delle loro caverne. Anche fuori dalle riserve le buche erano considerate ottime abitazioni in quei giorni movimentati dalle atomiche dei Negri e l'intera umanità si preoccupava (almeno quanto si interessava allo spazio) per lo sconvolgimento lento e continuo della superficie della Terra, ricca di materiali radioattivi estraibili e di strani e terribili poteri che potevano essere attivati in caso di necessità sia dai CECD (Campi Elettrogravitomagnetici di Coleman - Dufresne) che dall'uso di formule magiche. Infatti, nel nuovo mondo stregoneria e scienza procedevano sottobraccio così strettamente che a volte era impossibile distinguerle l'una dall'altra. E l'impenetrabilità e l'oscurità del sottosuolo si confaceva perfettamente alle caratteristiche dell'Epoca Nera. La Russia, che dal Giorno di Dostojevski aveva rivolto la sua fondamentale attenzione introspettiva e l'interesse proletario dal cielo alle pianure dell'Europa Orientale e alle steppe siberiane, aveva usato i CECD (e forse anche qualche formula magica Tongu) per trasportare e concentrare mediante lenta convezione vaste masse sub - critiche di materiale radioattivo fissile nel sottosuolo di tutti i continenti della Terra. Stimolando i CECD avrebbe potuto provocare terremoti dalla forza distruttrice inimmaginabile… le cosidette bombe di superficie che rappresentavano l'apocalittica risposta sovietica a eventuali aggressioni. L'Africa e l'America Settentrionale utilizzavano le stesse tecniche per arricchire i materiali radioattivi che estraevano dalle loro miniere sotterranee. L'Australia aveva impiegato i CECD, assieme ai rituali magici aborigeni dell'orientamento delle ossa, per accelerare la deriva dei continenti al punto che le grandi isole dell'emisfero meridionale avevano spinto la Tasmania davanti a sé e ora erano separate dall'Antartide solo da un minuscolo stretto. L'Australia godeva di un clima simile a quello del Canada ed era circondata da zone pescose estremamente ricche. Da parte sua, la grande egemonia buddista dell'Indocina aveva fatto ricorso ai CECD (probabilmente) e allo yoga e allo zen (sicuramente) per creare la Cortina del Nirvana.
In risposta al grido che echeggiava nel cielo asciutto, i Bianchi dalla Barba e con le Perline di Vetro si portarono le dita alle tempie, esprimendo mentalmente la loro gratitudine.
Sua Serena Negritudine si accorse anche di questa distribuzione di cibo e, senza prendersela troppo, impartì lo stesso ordine.
Al di sopra del Pacifico una minuscola navicella lanciata a tutta velocità verso ovest invertì bruscamente la rotta, senza eseguire manovre circolari, e ritornò per un istante sulla Valle della Morte per gridare: "Il Koami dell'Uomo Bianco vi ringrazia per le vostre preghiere".
I bianchi che stavano sotto si rallegrarono mentre, grazie al tenue legame parapsichico che unisce tutti gli sfortunati, un'esile speranza veniva cullata dai Bianchi dalla Pelle Scura della Riserva Chihuahua, dai Bianchi Nani delle Pianure del Jersey, dai Bianchi Giganti della Riserva di Panhandle, dai Bianchi dai Lunghi Capelli dei Tules, e persino dai Visi Pallidi allo Stato Selvaggio e non Sottomessi delle Montagne Rocciose, delle Colline Nere, e delle Badland.
La deviazione di rotta del Koami era stata abbastanza lenta da permettere agli Angeli Neri di individuarla e puntare su di lui, o lei, o loro, i loro radar e telescopi. Meno di un millisecondo più tardi presero la mira e attivarono i loro terribili laser, i missili esplosivi e i campi di costrizione.
Ancora una volta il Koami scappò appena in tempo, zigzagando verso ovest. Le sue tecniche di fuga erano insuperabili. Sembrava che fosse in grado di anticipare tutte le mosse degli inseguitori. Le mini - atomiche esplodevano tutt'attorno a lui, punteggiando il cielo di sfere di fuoco violaceo, gli aghi scarlatti dei raggi laser lo sfioravano e persino lo spazio veniva compresso e distorto, ma lui ne usciva sempre incolume come una pallina da pingpong in un tornado.
Per un attimo un Angelo Nero lo inquadrò perfettamente nel suo telescopio. Il veicolo in fuga era incredibilmente minuscolo, aveva la forma e la dimensione della tuta spaziale di un nano grassoccio, era candido come la neve, e recava impressa a lettere rosse la scritta: Koami dell'Uomo Bianco. Non aveva propulsori né antenne. Meno di un microsecondo prima che un raggio laser perforasse lo spazio nel punto occupato dalla navicella, quella sfrecciò via rapidamente.
Tuttavia, nonostante le guizzanti serpentine del Koami, o forse proprio a causa di quelle, gli Angeli Neri stavano guadagnando terreno su di lui. Deviò bruscamente verso sud, ma l'Australia lanciò contro di lui una raffica di missili - stella di avvertimento. Virò allora in direzione nord, ma quando raggiunse i malinconici palloni frenati neri che indicavano il confine della Russia, quelli mugugnarono: "Nyet, nyet", e dovette di nuovo cambiare rotta, puntando verso l'Equatore.
L'azzurro del cielo davanti a lui divenne granuloso e lucido come un ologramma che si estendeva fino al livello del mare, nascondendo alla vista il Borneo e la costa occidentale di Celebes.
Senza la minima esitazione il Koami si lasciò cadere in picchiata all'interno della Cortina del Nirvana, esattamente a 120 gradi di longitudine est.
Intonando i loro fatalistici canti di morte i piloti degli Angeli Neri si lanciarono all'inseguimento nelle loro affusolate navicelle color ebano.
Dopo un lasso di tempo impercettibile, preda e cacciatori emersero al di sopra dell'Oceano Indiano, a 60 gradi di longitudine est.
La stessa cosa sarebbe successa al contrario se avessero viaggiato verso est, oppure a 45 gradi di latitudine nord rispetto all'equatore se si fossero spostati lungo un vettore nord - sud. Era il grande mistero dell'Oriente, più inspiegabile del trucco della corda indiana. Per la verità, all'esterno nessuno sapeva dire con certezza se l'India e la Cina esistevano ancora al di là della Cortina del Nirvana. Le probabili spiegazioni andavano dalla distorsione dello spazio e l'ipnosi di massa, fino all'incantesimo nigeriano dell'annullamento della materia. Quello che i super - scienziati e/o i superfisici Buddisti del Quarto Sentiero Dimensionale avrebbero potuto combinare se un giorno fossero usciti dalla Cortina faceva congelare anche il sangue più nero della Terra.
In lontananza apparve l'Africa, il continente in cui si trovavano i più grandi animali, le magie più efficaci, e le bombe più potenti del mondo. Il Koami si impennò bruscamente. Gli Angeli Neri, a una quota molto più elevata si lanciarono in traiettoria di collisione. A centotrenta chilometri dal punto di intercettazione le magnibombe sconvolsero la stratosfera attorno al Koami, fondendosi in un'unica massa incandescente.
Avendo a disposizione solo pochi nanosecondi, il comandante delle squadriglie d'egli Angeli Neri inviò a terra dal ripetitore orbitale più conveniente il seguente messaggio: "Bersaglio distrutto dal fuoco antispaziale africano".
Ma prima che il messaggio fosse ricevuto a Memphis, sopra i Feroci Pelosi, come venivano chiamati i Bianchi dalle Giubbe Blu della Riserva del Cratere di Chicago, cadde un'altra pioggia di cibo conservato… cotolette impanate, manzo salato e verza, whisky irlandese, birra… e pattini a rotelle imballati in confezioni di plastica. Questi ultimi erano stati dirottati da una spedizione destinata alla grande arena dei gladiatori del Cairo. Mentre la pioggia cadeva scrosciante, dal cielo fosco si udì di nuovo il grido: "Omaggio del Koami dell'Uomo bianco"!
Nessuno sapeva perché i bianchi del Cratere di Chicago fossero chiamati pelosi, o anche semplicemente "lanugine", dal momento che erano tutti completamente calvi a causa dei residui di radioattività. Era uno dei tanti misteri della storia recente che scoraggiavano la riflessione logica. Ma chiunque poteva capire che i pattini a rotelle erano un ottimo mezzo di trasporto sul vetro del cratere. E ormai tutti, bianchi e negri, sapevano che il Koami rappresentava una sfida sfrontata e intollerabile all'autorità assoluta.
Sua Serena Negritudine prese una decisione e distolse completamente la mente dalla guerra. Poteva farlo perché i suoi zii erano ottimi generali e perché il suo servizio segreto parapsichico era il migliore del mondo, con i suoi ampi poteri di telepatia, chiaroveggenza, superudito, telecinesi, e teletrasporto. I mezzi a loro disposizione andavano dalle paragnostiche spaziali, che orbitavano con gli occhi chiusi nelle loro capsule individuali, ai Neri nelle Tenebre; intere famiglie parapsichiche che vivevano da generazioni in ambienti sotterranei, assolutamente anecoidi, a prova di luce e di spionaggio parapsichico, collegate al mondo esterno solo mediante le tubature per il cibo e l'ossigeno, che scendevano sottoterra assieme ai cavi al quarzo conduttori di raggi ultravioletti, e i raccordi di scarico, che risalivano dal sottosuolo assieme alle linee di comunicazione. Il compito del capo del Servizio Segreto Parapsichico era individuare e tracciare la rotta delle bombe lanciate dall'Africa e messe in orbita dall'Argentina e dal Brasile, dove gli africani avevano un'enorme testa di ponte, e rimandarle indietro con un'azione telecinetica sui loro comandi, o scagliare contro di loro gli intercettori atomici. Sua Negritudine era certa che le sue paragnostiche fossero le migliori del mondo, perché lei stessa era stata loro capo operativo prima di prendere possesso dei suoi attuali doveri imperiali, non parapsichici e di ben maggiore responsabilità.
Ora, come una pantera nera appollaiata su un albero, agile e con gli occhi fiammeggianti e minacciosi, abbassò lo sguardò, abbracciando l'altezza da Watusso - Ottentotto che la separava dai suoi paggi. - Convocate le mie psicostreghe e i parastregoni! - ordinò.
Uno scalpiccio di piedi nudi si allontanò sul pavimento lavorato a mosaico, che in realtà era un'enorme mappa della Terra e degli spazi circostanti. Girando il capo delicato sul collo lungo e sottile, Sua Negritudine guardò l'azzurro increspato del Mississipi attraverso le colonne di marmo del Vermont decorate con fregi in oro della California, e cominciò a meditare.
Un paggio entrò e si inginocchiò davanti a lei, reggendo un vassoio d'oro su cui luccicavano alcuni pacchetti trasparenti; campioni del cibo fatto piovere dal cielo dal Koami. Lei gli indicò silenziosamente dove posarlo.
Un guerriero alto e scintillante nell'uniforme del Quartier Generale si affacciò con le braccia conserte alla porta del Centro Comunicazioni e declamò: - Acapulco, Halifax, e il Porto di Spagna hanno subito danni abbastanza gravi in seguito a errori di tiro. I nostri missili nucleari hanno colpito il punto prestabilito, ma non nel momento giusto. Gli allarmi orbitali dei tre attacchi africani sono arrivati in ritardo e privi di precisione.
- Che cosa hanno detto i Neri nelle Tenebre? - si informò Sua Serenità.
- Da parte loro non è arrivato nessun allarme.
Lei lo congedò con un cenno del capo e ritornò alle sue meditazioni.
Tuttavia, sembrarono trascorrere solo pochi pico - secondi prima che la sala fosse di nuovo affollata, anche se il silenzio era rotto solo da bisbigli e sussurri rispettosi, e dal battito frenetico di cuori terrorizzati.
Lentamente, Sua Negritudine fissò uno dopo l'altro i partecipanti a quella riunione di psicostreghe e parastregoni con lo sguardo da pantera che loro bramavano e adoravano, soprattutto quando non erano costretti ad affrontarlo.
Le persone raccolte nella sala erano alte quasi quanto lei e vestite in modo ancora più sfarzoso, ma indietreggiarono inchinandosi e abbassando la testa come bambini spaventati.
Poi, lei domandò con una voce che li fece tremare: - Perché l'ultimo e il più insolente dei nostri nemici non solo non viene catturato da voi ma non è nemmeno segnalato nei vostri rapporti? - E, senza attendere risposta, ordinò: - Leggetemi i pensieri del Koami. Congelateli e affettateli, sminuzzateli e tritateli. Infilzatelo allo spiedo nello spazio, inchiodatelo nel tempo. Scandagliatelo dalla nota più bassa alla più acuta della sua estensione. Riferitemi la sua origine, la sua natura, e il suo destino.
Immediatamente, un parastregone del Settimo Livello esclamò: - È un nano bianco, addestrato ed equipaggiato in un laboratorio segreto situato in una diramazione delle Caverne di Carlsbad, che si snodano sotto la Riserva delle Sabbie Bianche dei Bianchi dal Cervello Gonfio. Il suo scopo, senza dubbio, è fomentare una rivolta dei bianchi, un'insurrezione di quei visi da cadavere. In questo momento sta volando venticinque chilometri al di sopra di Aswan St. Paul.
Senza nemmeno un attimo di pausa, la Seconda Psicostrega squittì: - È un agente africano di origine pigmea, un farabutto esperto di teletrasporto e telepatia. I suoi mezzi misteriosi di locomozione aerea sono solo un inganno; in realtà si serve di teletrasporto rallentato, e non di un volo planare accelerato. Protetto dall'esplosione della magnibomba è atterrato incolume sul territorio dei nostri odiati nemici, e ora sta facendo rapporto a Sua Terribile Tenebrosità, nel suo palazzo - rifugio nel sottosuolo di Mogadiscio.
- Il Koami non è uno solo, ma molti - aggiunse un altro. - È un insieme di atomi radioattivi al di sopra della costa somala, e nello stesso momento sfreccia incolume sópra Vecchia Cleveland, sul Mar Morto. Un altro di quei duplicati…
- Per Bast e per Ptah, il Koami è un extraterrestre! - intervenne un altro ancora. - Un anfibio a sette tentacoli proveniente dal quarto pianeta della stella pulsar Altair, venuto ad aprire la strada a un invasione di…
- Per Serapis e Harpocrate, si tratta di una strega indiana, sorella di Kali, in grado di attraversare la Cortina del Nirvana e farla penetrare agli altri. Lei è anche…
- Il Koami in realtà è una colonia di formiche nere marziane con una mente collettiva. Solo creature minuscole come quelle potrebbero sopportare i cambiamenti di velocità che…
- Il Koami è un fantasma! È per questo che nessuna arma materiale può…
- Basta così! - intervenne Sua Serena Negritudine. - Se avessi voluto delle risposte improvvisate avrei convocato i miei artisti. - Le note vaghe e beffarde di un organetto elettronico su un battello da crociera di passaggio sembrarono rispondere a distanza alla sua sprezzante voce da contralto. - Voglio fatti concreti. Dov'è il Koami? Fiutate la pista e cercatelo! - E, sollevando il vassoio d'oro, sparse con un movimento secco il suo contenuto sul pavimento della sala.
I pacchetti di cibo confezionato, leggeri e trasparenti, furono afferrati, annusati, rigirati tra le dita, accostati all'orecchio e alla fronte, passati di mano in mano. Lanciando sordi mugolìi e gemiti di impazienza, il gruppo si trasformò lentamente in un branco famelico.
Sua Serenità ordinò: - Ognuno di voi scruterà la zona della Terra o dello spazio su cui si trova. - Indicò la mappa disegnata sul pavimento. - Non trascurate nemmeno la più sottile insenatura sul mare limaccioso, o la crepa umida di una caverna fangosa, e non dimenticate il lato nascosto della Luna. Tranne te… e te… - aggiunse poi, facendo segno di avvicinarsi alla Prima Psicostrega e al parastregone del Settimo Livello che aveva risposto per primo - … tutti gli altri si mettano subito al lavoro!
- Quanti minuti abbiamo a disposizione? - domandò rispettosamente la Seconda Psicostrega. Quasi tutti gli altri avevano già chiuso gli occhi e liberato la mente per cominciare la loro ricerca extrasensoriale.
- Ognuno di voi avrà cento secondi. - Poi, rivolgendosi al parastregone del Settimo Livello: - Tu hai parlato di una rivolta dei bianchi. Dove? Quando?
- L'hanno già progettata, Vostra Negritudine. Partirà da Los Alamos, in coincidenza con un assalto totale africano scatenato da Sua Terribile Tenebrosità.
- È ridicolo! - intervenne bisbigliando la Prima Psicostrega. - Nemmeno Sua Idiozia sarebbe così stupido da pensare che i bianchi delle riserve possano essere mobilitati per una rivolta efficace, o che i Visi Pallidi Selvaggi riescano a organizzarsi per qualsiasi scopo. E nemmeno Sua Viltà si abbasserebbe a servirsi di mezzi tanto immondi e repellenti.
Sulla porta del Centro Comunicazioni apparve un guerriero. Era immobile, ma aveva gli occhi spalancati. Sua Serenità gli fece un cenno con un dito, e lui cominciò a parlare con voce cantilenante. - I Neri nelle Tenebre riferiscono che l'Africa ha lanciato da Casablanca un veicolo con un primo stadio di propulsione di 100 milioni di chili. È circondato da una cortina protettiva di nubi, e punta verso ovest.
- Cento milioni?
- Già. Dieci volte di più di qualsiasi veicolo africano o americano mai conosciuto.
- È il segnale della rivolta! - gemette il parastregone del Settimo Livello.
- A giudicare dalla dimensione, è più probabile che sia il segnale della nostra morte… se i nostri intercettori lo lasceranno cadere sul nostro territorio - ribatté in tono freddo la Prima Psicostrega.
- Silenzio - disse Sua Negritudine abbastanza gentilmente. Poi, rivolgendosi di nuovo alla sala: - I cento secondi sono passati. Dov'è il Koami?
Su centosettanta visi sparuti gli occhi si aprirono, più o meno animati, fissando Sua Serenità con una sicurezza professionale che, via via che i secondi passavano senza che nessuno parlasse, si trasformò nuovamente in paura.
- Qualcuno di voi non ha completato la ricerca? - domandò Sua Negritudine. - O non è riuscito a eseguirla come avevo ordinato?
Tutte le teste si spostarono lentamente da sinistra a destra, mentre sulle labbra si formava il monosillabo: - No.
- Dunque il Koami non è in nessun posto! - sussurrò a bassa voce la Prima Psicostrega, sperando invano che nessuno l'avesse sentita.
Qualcuno strillò: - È come ho detto io. È un fantasma, invisibile alla ricerca parapsichica.
- No, è come ho detto io! - arguì qualcun altro. - Viene da Altair ed è tornato lassù nella frazione di secondo di un pensiero auto - teletrasportante. Noi non abbiamo controllato Altair, ma solo lo spazio fino a Plutone.
- Quando il possibile sembra sfuggirci, solo i cervelli deboli si aggrappano all'impossibile - commentò Sua Serenità. - I telespostamenti spaziali impiegano intervalli di tempo percettibili e lasciano tracce individuabili, come voi tutti ben sapete. Inoltre, i fantasmi non provocano piogge di cibo teletrasportato e non lasciano scie psichiche. No, per risolvere il nostro problema dobbiamo ricorrere a un famoso apotema di Sherlock Holmes.
Sugli occhi di tutti apparve un'espressione di curiosità, mentre la Prima Psicostrega mormorava: - E chi sarebbe?
- Sherlock Holmes era un criptonegro dotato di una fantastica intelligenza deduttiva, che visse… - Sua Negritudine fece rapidamente il segno della stella, indicando con la punta delle dita i sette punti cardinali - … nei Tempi Innominabili.
Tutti imitarono Sua Negritudine, facendo immediatamente il segno della stella per scongiurare qualsiasi sventura che potesse sopraggiungere in seguito alla menzione di un periodo proibito della storia.
Sua Serenità proseguì: - La citazione Sherlockiana che mi è venuta alla mente è questa. Quando tutte le altre spiegazioni si sono dimostrate false, la meno probabile deve essere quella vera. Evidentemente voi non avete controllato tutto lo spazio abitabile della Terra e del sistema solare.
La psicostrega che stava in piedi sopra Memphis disse con fare esitante: - Ma… con il permesso di Sua Serenità, ho frugato in ogni ripostiglio dei vostri appartamenti privati, comprese le stanze che ospitano il vostro harem, i vostri laboratori di magia, e i sotterranei dove è conservata la vostra fortuna segreta.
- Hai fatto il tuo dovere - rispose Sua Serena Negritudine, sorridendo abbastanza minacciosamente. - Ma quelle non sono le sole zone proibite, o a prova di ricerca extrasensoriale della Terra.
- State pensando al manto e al nucleo centrale? - domandò qualcuno.
- Ho detto abitabile! - sbottò Sua Negritudine. - Non riuscite a immaginare a quale altro punto mi riferisco?
La parastregona ferma sulla zona immediatamente a sud di Louisville gridò: - Ho individuato il Koami sopra Bowling Green! Il suo razzo vettore procede da ovest verso sud - ovest. È velocissimo… Ha già superato Clarksville.
La psicostrega in piedi tra lei e quella che stava sopra Memphis aggiunse: - Ora lo sento anch'io. Si sta avvicinando molto velocemente. È sopra Bells, Brownsville, Covington…
- E ora… - cominciò quella sopra Memphis.
L'aria urlò. Le colonne incastonate d'oro tremarono e il tendone di seta color porpora si tese violentemente mentre un oggetto bianco sfrecciava sfolgorante attraverso il salone, facendo cadere a terra tutti per lo spostamento d'aria, tranne Sua Serenità.
L'urlo che era andato sfamando bruscamente fino a svanire del tutto dopo il passaggio dell'oggetto estraneo, si alzò di nuovo, acuto e stridente.
- Sta tornando, per assordarci un'altra volta! - disse boccheggiando dal pavimento la Prima Psicostrega.
Sua Negra Serenità… con i capelli dritti sul capo, gli occhi da tigre inferocita, i pugni serrati, piegò le ginocchia e batté sul pavimento i piedi sottili, intonando rapidamente:
Annulla Kull, annulla Rull.
Annienta lo spazio e anche il tempo.
Non più leggerezza, né movimento.
Per l'Uomo Appiccato, le Spade, e gli Amanti.
Sia fermato dal vento chi vola sui campi.
Conosca paralisi e paura…
L'urlo divenne lacerante. Le colonne cominciarono a tremare. Qualcosa di bianco apparve…
… e precipiti qui tra queste mura!
Assieme a un violento ruggito, tornò il silenzio. Sul pavimento lavorato a mosaico giaceva un oggetto bianco… uno scafandro spaziale dalla forma tozza e rigida, che ricordava un barilotto di petrolio munito di corte braccia e gambe cilindriche, ma privo di aperture e senza niente che somigliasse a una testa.
Sua Serenità inspirò ed emise tre brevi sospiri, ma alla fine riuscì a controllare il respiro. I suoi capelli si arricciarono nuovamente con un impercettibile fruscio. Quelli che stavano attorno a lei allungarono il collo per sbirciare senza tuttavia rialzarsi dal pavimento dove erano finiti a gambe levate.
Sollevando la mano destra aperta, Sua Serenità ordinò: - Alzati!
Con un movimento simile alla ripresa cinematografica al contrario di una violenta caduta, il candido scafandro spaziale si raddrizzò senza sforzo apparente, come se avesse avuto i piedi ancorati al pavimento.
- Esci di lì! - continuò Sua Serenità.
Lo scafandro non si aprì ma, come attraversando un muro bianco, comparve un bellissimo bambino negro. Dimostrava circa nove anni e indossava un semplice perizoma, e anche se teneva gli occhi chiusi alzò la testa sorridendo con un'espressione vispa e intelligente.
- Mia Imperatrice… - cominciò.
Le mani sottili di Sua Serenità scattarono in avanti per catturarlo, ma riuscirono ad afferrare solo una manciata d'aria.
Una risatina si levò dal fondo del salone, dove il bambino negro si era rimaterializzato a mezz'altezza tra il tendone e il pavimento. Le teste di tutti si voltarono per guardarlo sospeso nell'aria.
Due parastregone lo fissarono, puntando verso di lui una bacchetta magica l'una e un femore ingiallito l'altra.
Tre guerrieri apparvero all'ingresso del Centro Sicurezza, impugnando le loro armi d'argento con la punta a forma di cono. Sua Negritudine fece schioccare le dita.
Sempre con gli occhi chiusi, il bambino nero ridacchiò nuovamente. I tre guerrieri barcollarono come tre birilli sfiorati da una palla da bowling, con le braccia e le gambe immobilizzate dal ritorno dei campi di costrizione prodotti dalle loro armi. Nel frattempo, la bacchetta magica e il femore si afflosciarono come spaghetti nelle mani delle parastregone.
- Qualche altro giochetto? - domandò spavaldo il bambino negro. Se fosse stato un po' più grasso avrebbe ricordato un cupido privo di ali.
- Chi sei? - domandò Sua Negritudine, sforzandosi di assumere un tono falsamente freddo.
- Sono il Koami, naturalmente, mia Imperatrice - rispose lui, fissandola come se avesse avuto gli occhi aperti. - Al vostro servizio, sempre che… vi chiedo umilmente perdono… il servizio sia di mio gradimento.
- Eppure, hai aiutato i bianchi, hai sostenuto i Visi Pallidi… Perché? - chiese istintivamente Sua Negritudine. Era ancora parzialmente stordita.
Il sogghigno del Koami si allargò e il suo viso si raggrinzì. - Volevo divertirmi un po' - disse finalmente. - No, non è vero. Il fatto è, vedete, che mi piacciono i racconti di guerra e le battaglie, e…
- Come si conviene a ogni ragazzo negro - lo interruppe Sua Negritudine con un gesto di approvazione. Stava recuperando l'abitudine all'autorità, e la sua mente ricominciava a funzionare.
Ai suoi piedi la Prima Psicostrega le fece eco gridando: - Ben detto! Battaglie ardimentose! Grande Coraggio! Forza bruta! Potere spietato! Violenza e vittoria!
Il Koami scosse la testa. Sul suo viso apparve un'espressione contemporaneamente di imbarazzo e di sfida. - Ma vedete, mia Imperatrice, ho sempre preferito la parte di quelli che perdono. Stare con i vincitori non è divertente come schierarsi al fianco dei perdenti, che hanno tutti i pronostici contro di loro… E dovete riconoscere che è difficile immaginare una parte più perdente di quella degli Uomini Bianchi.
- Compromesso! Tomismo! Amore verso i bianchi! - strillò scandalizzata la Seconda Psicostrega.
- Non sai che il primo segno di un'intelligenza superiore è l'esercizio della violenza? - domandò la Prima Psicostrega.
- All'interno della Cortina del Nirvana ritengono che sia la capacità di starsene seduti completamente immobili - replicò il Koami.
- La forza è virtù, la debolezza peccato - declamò la Parastregona in Capo.
- Ma non dovete dimenticare che un tempo eravamo noi i perdenti, i più deboli, eravamo… - continuò con ostinazione il Koami, ma la sua voce fu soffocata dalle grida di orrore provocate dal riferimento ai Tempi Innominabili senza il debito preavviso e il segno della stella.
Il guerriero che apparve all'ingresso del Centro Comunicazioni non perse tempo in cerimoniali, e sovrastando quel baccano gridò: - I nostri segugi parapsichici hanno perso il contatto con il supermissile africano a sud delle Azzorre! I Neri nelle Tenebre hanno interrotto i loro bollettini!
Nella sala calò un silenzio vibrante di terrore, sopra il quale la voce del Koami risuonò forte e chiara. Il suo sorriso beffardo era scomparso. - Certo - disse. - E ora, enorme come una luna d'acciaio, si sta avvicinando alle Bermude. I nostri intercettori si alzano in volo per distruggerlo, ma quello spara immediatamente i suoi contromissili, che si trasformano in sfere di fuoco incandescenti. I nostri intercettori si sciolgono come cera al sole. Continua ad avanzare!
La Parastregona in Capo puntò su di lui un braccio tremante. - È un agente africano! - disse con voce stridula. - Lo hanno mandato a disturbare le nostre consultazioni in questo momento di crisi.
- Questo è falso. Imperatrice! - protestò il Koami. - Io sto dalla parte dell'America perchè noi siamo il lato perdente di questa guerra. Siamo quelli più deboli. L'Africa vincerà, a meno che io…
Ancora una volta la sua voce fu soffocata da urla sdegnate, che si placarono solo quando Sua Negra Serenità alzò le braccia nell'aria, gridando: - Sciocchi! Non avete ancora indovinato chi è il Koami? Non avete ancora risolto questo rompicapo degno di Sherlock Holmes? L'unica zona che non avete controllato con i vostri poteri paranormali è la Caverna del Mammuth a prova di capacità extrasensoriali, da tempo memorabile dimora dei Neri nelle Tenebre, nei pressi di Bowling Green. Lui è chiaramente uno di loro, e senza dubbio il miglior segugio mentale, il più alto prodotto dei nostri allevamenti parapsichici. Quando era fuori sede per compiere la sua missione folle sopra i territori degli Uomini Bianchi, tre bombe hanno superato le nostre barriere difensive. Quando è rientrato, e voi non riuscivate a trovarlo, sono arrivate le notizie del lancio del supermissile africano. Poi, quando è apparso qui, le notizie si sono interrotte. E non avete pensato che tiene gli occhi chiusi perché non è mai stato abituato alla luce? Siete un branco di idioti! Koami, cosa sta facendo il missile?
- In questo momento sfreccia sopra Savannah e Macon. I suoi ultimi contro - missili hanno disintegrato quelli della nostra difesa costiera e della riserva. Dieci secondi fa stava per far fuoco sopra Birmingham e scaricare su tutte le città del Nilo cento testate all'idrogeno.
- Stava?….
- Certo, Imperatrice. Stava. Mentre qui tutti facevano un gran baccano, io sono intervenuto sui suoi comandi, deviandolo in un'orbita permanente di 93 minuti attorno alla Terra. E ho intenzione di lasciarlo lassù. Sono spiacente, Imperatrice, ma benché voi siate molto perspicace e abbiate ragione a proposito della mia identità, non me la sento di lasciarvi a disposizione una bomba così potente. E, naturalmente, non mi fido nemmeno di Sua Terribile Tenebrosità. La guerra è romantica, ma la distruzione totale è troppo realistica.
Sua Negritudine lo fissò. - Hai un bel coraggio!
Lui sembrò di nuovo imbarazzato. - Vi ho già detto che mi dispiace, Imperatrice.
Lei prese fiato e si voltò verso la porta del Centro Comunicazioni, dove era apparso un guerriero. - Il supermissile continua la sua corsa verso ovest - disse quello in fretta. - Venti nostri intercettori si sono alzati da Colorado Springs e trenta da San Francisco per distruggerlo.
- Imbecilli! Volete finirla di far danni mentre è ancora sopra il nostro continente?
- Non temete, Imperatrice - disse il Koami.
Un secondo guerriero apparve alle spalle del primo. - I cinquanta intercettori sono sfuggiti al nostro controllo, formando due squadriglie che si allontanano dal supermissile. I loro segnali radar sono inconfondibili.
Il Koami sorrise. - E ora, mia Imperatrice, devo scappare. Quello stormo ha bisogno di aiuto.
Un terzo guerriero apparve dietro il secondo. - Un segnale radar, minuscolo ma nettamente visibile, si è aggiunto agli altri cinquanta e a quello enorme del supermissile.
- Lo sappiamo - mormorò Sua Negra Serenità con voce leggermente stanca, agitando una mano per congedarlo. Poi, rivolgendosi alla Prima Psicostrega che stava finalmente alzandosi dal pavimento, disse: - Sorella, che cosa significa esattamente la parola Koami?
- O Vostra Temibile Serenità - rispose l'altra. - Ora che i tabù sono stati rimossi comincio a ricordare. Credo che si tratti di una parola di un antico linguaggio segreto dei Giorni del Male, quando dominava Satan - Dis - Ahriman. Era composto invertendo l'ordine delle sillabe delle parole e sostituendo dove possibile alcune lettere con altre che avevano lo stesso suono. Quindi, Ko - Ami andrebbe letto Ami - Ko, e non significherebbe altro che amico.
- L'Amico dell'Uomo Bianco - disse stancamente Sua Negritudine. - Avrei dovuto capire tutto solamente dal suo nome - aggrottò la fronte. - L'Amico dell'Uomo Bianco! - ripeté. - E poiché i bianchi sono da sempre i nostri nemici, quel nome significa l'Amico del Nemico… e, per estensione del termine, il Nemico dell'Inimicizia. Colui che metterà fine alla guerra!
- Comunque vogliate chiamarlo, a me sembra che abbia un debole per le cause perse e una mentalità da eroe dei fumetti - osservò in tono intellettualoide la Prima Psicostrega.
- Basta così! - protestò Sua Serenità alzando una mano tremante. - Per oggi abbiamo sentito parlare abbastanza di bianchi. Siete tutti congedati.
La Russia si accorse della superbomba che orbitava attorno alla Terra con tutto il suo seguito e scatenò un terremoto di avvertimento che fece tremare tutta l'Antartide. L'Australia, a sua volta, lanciò nel Mare di Bering una bomba di ammonimento che rovesciò una nave attrezzata per la caccia alla foca e scatenò un piccolo uragano contro le spiagge della Kamciatka.
Ma quella notte, per la prima volta dopo cent'anni, i Bianchi nelle loro riserve andarono a dormire con un po' di speranza e di tranquillità nel cuore. C'era qualcuno che si preoccupava anche per loro.
Il giorno sucessivo, l'America Settentrionale e l'Africa decisero in accordo di interrompere i bombardamenti. Era una follia continuare una guerra che avrebbe solo incrementato l'armamento orbitale del Koami. Invece, dirottarono tutte le loro ricerche… scientifiche, parapsichiche, e magiche… allo stùdio di un mezzo che lo sfrattasse dal cielo. Ma, segretamente, Sua Serena Negritudine decise che sarebbe stato il suo successore ideale, e meditò piani complicati per convincerlo a mettersi dalla sua parte. Lo stesso fece Sua Terribile Tenebrosità.
Il Koami rivolse gran parte della sua attenzione al riscatto degli intoccabili al di là della Cortina del Nirvana. Quella era una causa ancora più perdente di quella dei Bianchi.
E poi, a proposito di cause perse, doveva ancora occuparsi dei Boeri e degli altri reietti bianchi dei Blancostani, e dei campi di concentramento della Rodesia e del Sudafrica.